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L'età dell'amore e della creazione


Siamo tutti parte di un unico organismo chiamato umanità, l'odio è la forza che ci divide mentre l'amore è una potente forza che ci rende uniti e ci porta ad essere parte della creazione.
  Il nostro corpo è costituito da una miriade di cellule, ognuna delle quali è vivente e pensante, ognuna delle quali svolge un compito all'interno del grande disegno collettivo che è quello di contribuire al benessere dell'intera comunità, ovvero il corpo che la ospita.
  Il nostro pianeta, ugualmente, può essere considerato un organismo vivente: come molti organismi viventi anche essa pullula di vita, è infatti un insieme di entità pensanti che nascono, vivono e muoiono al suo interno e, nel fare questo, contribuiscono allo scopo comune che è quello della crescita e dell'evoluzione.
   Cos'é allora che ci porta ad unirci per il perseguimento di uno scopo collettivo? Cos'è che da un senso alla nostra esistenza e ci spinge ad andare avanti nonostante le difficoltà. Cos'è che ci da gioia e appagamento, cosa rende la vita degna di essere vissuta?
  La risposta a tutte queste domande forse potrebbe essere l'amore. 
  Non sto parlando di quel tipo di amore ossessivo ed egoistico che porta all'esclusività e al considerare l'altra persona come una proprietà e come qualcosa da piegare al proprio volere. Non parlo di quell'amore che divide e che crea violenza quando l'altra persona ha una visione della vita differente dalla nostra. Non parlo neanche di quell'amore che è fondato sull'obbligo e sulla costrizione, sul dubbio e sulla gelosia. Parlo invece di quel tipo di amore fondato sulla collaborazione, sul desiderare la felicità dell'altro più della propria, sulla consapevolezza che insieme si può essere qualcosa di più della somma di tante singole individualità.
  Ognuno di noi ha una visione differente dell'amore ma il più delle volte questa visione si fa corrispondere all'amore di coppia; quando due persone stanno insieme per cercare di realizzarsi ognuno nell'altra. Ora, non voglio assolutamente dire che questa sia la visone sbagliata di questo sentimento, tutt'altro, è una visione nobile e romantica; ma proviamo a considerare la possibilità che questo tipo di amore sia solo una piccola parte di un sentimento più grande: un sentimento che unisce ogni essere vivente, che sostiene la vita e la porta avanti, ogni volta verso nuovi obiettivi. Un sentimento collettivo che ci unisce tutti: uomini e donne, piante e animali; esseri animati e inanimati. Un sentimento che ci porta a sentire di essere parte di un'unica entità e di essere tutti Uno.
   Innumerevoli volte la scienza si è trovata di fronte ad una forza sconosciuta senza riuscire, totalmente a spiegarla, l'hanno chiamata forza debole o particella di Dio; hanno provato ad associarla con il campo elettromagnetico o con qualunque altro tipo di forza conosciuta ma non sono mai riusciti a separarla e quindi ad identificarla. Sanno però che c'è: che esiste una qualche energia ignota che rende possibile la vita, il movimento dei pianeti, la comunicazione non locale di due particelle e l'esistere stesso di tutto ciò che esiste.
     Innumerevoli esperimenti sono stati fatti per verificarne la presenza e, quasi sempre questi esperimenti hanno portato ad una risposta positiva.
   Cos'è allora questa forza? In cosa consiste? Ancora una volta la risposta potrebbe essere l'amore.
  Si, l'amore, il sentimento più potente che conosciamo e, come ci diceva il grande Giordano bruno: "La forza più grande della natura è l'amore".
  L'amore quindi potrebbe essere considerata una forza: come la gravitazionale o la magnetica, una forza, però anche più potente di queste perché sta alla base di tutto. La forza senza la quale anche tutte le altre non potrebbero esistere; la forza che ha reso possibile la creazione di tutto ciò che è.
  E' in questo modo che dovremmo considerare l'amore come una grande forza che rende possibile l'aggregazione di qualunque altra forza per creare un qualcosa di distinto finalizzato all'evoluzione e al progresso. Per meglio capire questo concetto possiamo fare l'esempio della costruzione di un palazzo dove varie forze si uniscono: dall'architetto che fa il disegno all'ingegnere che lo rende realizzabile; dai mattoni per la costruzione al lavoro dell'operaio che li mette insieme. Soltanto grazie all'unione di queste forze che la costruzione può andare a buon fine e diventare qualcosa di bello e funzionale. Senza questa unione, resa possibile dall'amore, (per il proprio lavoro, per il progresso per il risultato) quello che ne verrà fuori sarà scadente.
  Ma per meglio capire l'amore non possiamo prescindere dal considerare il suo contrario: l'odio.
   La vita sulla terra o, come sarebbe più esatto dire, la vita all'interno della nostra dimensione, è caratterizzata da un costante stato di equilibrio tra due forze uguali ed opposte: caldo e freddo; materia e antimateria;  luce e buio; vita e morte; amore e odio. Proviamo ora ad immaginare questi contrari, che abbiamo sempre visto come forze distinte come un'unica forza o come due differenti aspetti di quest'unica forza. Proviamo ad immaginare il contrario di una qualunque di queste forze come mera assenza o mancanza della forza stessa: il freddo come assenza di caldo; la luce come assenza di buio e così via, fino ad arrivare all'amore e all'odio.
   In questa prospettiva potremmo considerare l'odio soltanto come assenza di amore: una forza positiva, l'amore che unisce, crea, porta all'evoluzione e un'altra, che non è altro che l'assenza della prima, che divide, distrugge e porta alla dissoluzione. L'amore è quella forza che ci fa collaborare insieme per ottenere uno scopo comune che ci porta a sorridere, a sostenerci l'un l'altro, a desiderare un mondo migliore e l'odio che porta al litigio, alla lotta, alla separazione, al combattimento e alla distruzione di tutto ciò che, con l'amore, si era creato.
  Cosa vuol dire questo? Che forse l'arma migliore per combattere l'odio e tutti i sentimenti ad esso correlati è lo stesso amore. Con cosa si può combattere il buio se non con la luce? Con cosa si può combattere Il freddo se non con il caldo e viceversa. Per quanto possa apparirci assurdo, fino ad ora non abbiamo mai fatto questo. Non abbiamo mai affrontato l'odio con l'amore ma con lo stesso odio. Abbiamo combattuto una forza con la forza stessa con l'unico, assurdo, risultato di dargli ancora maggiore energia. Di esempi se ne possono fare a migliaia e ognuno di noi sa di quanto sia innata la tendenza dell'essere umano a rispondere all'odio con altro odio, all'aggressione con un'altra aggressione o al dispetto con un altro dispetto.  E' stata la paura a costringerci ad agire in questo modo e, con la paura, la mancanza di consapevolezza. L'unico modo per combattere o rendere inefficace una forza è la sua forza opposta, non ne esistono di altri.
   Per quanto riguarda il fatto di combattere l'odio con l'amore, quale esempio migliore può esservi della vita di Gandhi il quale è riuscito a cambiare la storia opponendo alla violenza la non violenza? Capisco quanto possa sembrare assurdo questo, ma non lo sarà più se impareremo a non considerare l'odio come una forza a se stante ma come semplice mancanza d'amore.
  Siamo alla vigilia di una svolta epocale. Per quasi 13.000 anni il nostro mondo è stato governato dalla dualità: dallo scontro di due forze uguali e contrapposte. Siamo stati dominati, sfruttati e soggiogati da individui che si nutrivano del nostro odio e della nostra paura. Hanno distrutto tutto ciò che noi, con amore, abbiamo costruito. Ci hanno tenuto in schiavitù al solo scopo di non farci rendere conto di quanto eravamo potenti e di quante cose potevamo realizzare come collettività. Ci hanno spinto a combatterci tra di noi e si sono nutriti della nostra energia negativa. Non ci hanno mai permesso di comprendere quale forza fosse l'amore.
   Fino ad ora abbiamo vissuto nell'epoca della separazione, dove ci siamo combattuti l'un l'altro, abbiamo distrutto tutto ciò che costruivamo e abbiamo cercato di arricchirci incuranti del fatto che poteva essere fatto a scapito di un'altra persona. Ora stiamo per entrare nell'era dell'unità dove capiremo che è solo insieme che possiamo lavorare per il progresso e che non ha senso arricchirsi ai danni di un'altra persona perché la vera ricchezza è solo quella che si raggiunge insieme. Il vero progresso non è quello individuale ma è solo quello dell'intero genere umano.
   Stiamo per comprendere chi siamo veramente e quali sono le nostre potenzialità. Stiamo per comprendere che è solo con l'amore che possiamo sconfiggere l'odio, che è solo restando uniti che possiamo arrivare a grandi risultati. Stiamo per comprendere che siamo tutti uno e che insieme possediamo la forza più grande dell'universo: l'amore.
   Il mondo che ci aspetta sarà un mondo in cui non esisteranno più l'odio e la violenza perché avremo capito che queste cose non sono altro che mancanza di amore e di pace.
   Sarà un mondo in cui non esisterà più la distruzione ma solo il progresso. Sarà un epoca in cui capiremo che se facciamo male al nostro prossimo e al mondo in cui viviamo facciamo male a noi stessi.   
  Quello che ci aspetta sarà un periodo caratterizzato da un progresso velocissimo perché avremo capito che è l'amore ad unirci e che insieme possiamo accelerare la nostra evoluzione in maniera esponenziale.
  Non ci saranno più mancanza e limitatezza perché avremo capito che è la nostra mente a creare tutto ciò che sperimentiamo e non lasceremo che falsi sentimenti limitanti si facciano spazio nella nostra mente.
   La mancanza e la separatezza ci anno aiutato a crescere, a diventare quelli che siamo ma ora, per quelli che lo vorranno, quell'epoca  è finita. Ora sappiamo che l'amore è l'unica forza che muove l'universo.

   Non credo ci sia un modo migliore di terminare se non  con le parole con cui Dante Alighieri ha terminato la sua Divina Commedia:
L'amor che move il sole e l'altre stelle.

Nicola Zegrini

 


E' il pensiero la fonte di tutto l'esistente
e d'infinito amore e d'immensa fede la mano del creatore
Come sopra così sotto, come dentro così fuori
quando nel tutto troverai l'uno sarà il tempo dei miracoli
Da: Lo specchio del pensiero
www.lo-specchio-del-pensiero.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono riuscito a ripristinare il blog, per il momento potete cliccare all'indirizzo http://ununiverso.altervista.org/blog/ . Solo l'estensione blog finale in piu.

Sto cercando comunque di ritornare alla modalità di accesso diretta.

Un Mondo Nuovo

 

Un mondo nuovo
martedì 10 aprile 2012

Siamo un piccolo frammento di quell'unica coscienza che ha creato tutto ciò che ci circonda. 
Se andiamo a vedere è questo il messaggio che, in estrema sintesi, hanno in comune tutte le principali religioni: dal cristianesimo all'ebraismo e dal induismo al buddismo. Questo era il messaggio originario prima che venisse svilito nel corso della storia da questo o da quel capo politico al solo scopo di accaparrarsi un maggiore potere terreno utilizzando la religione per i propri scopi egoistici.
   Il significato di questo messaggio ha una portata immensa, esso ci insegna che Dio non è qualcosa di distante e separato da noi, non è un'entità che dobbiamo rispettare e temere per paura della punizione, ma è dentro di noi e, allo stesso tempo, è dentro ogni cosa che conosciamo; in altre parole noi siamo in Dio e Dio è in noi; Dio è tutto ciò che è, è in ogni luogo e in ogni anima.
   Questo è infatti quello che ci insegna Ermete Trismegisto, considerato il padre di tutte le religioni. Nella sua tavola Smeraldina infatti si legge: Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto e come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una (...) così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. 
   Tutto il creato è dunque parte di un'unica realtà e questa realtà, come noi stessi, non è altro che Dio. Essendo quindi noi uomini parte di questa realtà e dotati di pensiero siamo creatori noi stessi e possiamo dare una forma al mondo che ci circonda. Qui arriviamo al tema centrale di questo articolo: il nostro mondo è infatti espressione di quello che noi uomini pensiamo di esso. Se noi uomini, nella nostra interezza, vediamo un mondo fatto di dolore, penuria e povertà, quello sarà il mondo che si presenterà ai nostri occhi; mentre se immaginiamo il mondo come espressione di gioia e benessere avremo gioia e benessere.
   Una persona sapendo questo potrebbe anche tentare di immaginare un mondo differente dove regnino la pace e l'armonia ma, purtroppo il beneficio che ne deriverà nella vita reale sarà solo temporaneo e marginale. Questo perché, come accennato sopra, siamo tutti parte di unica entità creatrice e finché nella nostra totalità non riusciremo a vedere il nostro universo per quello che è, ovvero un'infinita espressione di benessere ed abbondanza, quello che avremo sarà soltanto dolore e mancanza.
Mi rendo conto che, per chi è nuovo a questi argomenti, quanto detto non possa apparire altro che un folle delirio, per questo ora vorrei cercare di spiegare che temi come quello trattato fino ad ora sono alla base di moltissime correnti di pensiero di ogni epoca. Per fare solo alcuni esempi oltre al già citato Ermete Trismegisto possiamo parlare di Platone, di Giordano Bruno, di Hegel; poi degli esseni, degli gnostici, degli alchimisti; o più recentemente di Osho e di Paramahansa Yogananda. Non voglio andare oltre in questa sede trattandosi solo di un articolo; suggerisco quindi, a chiunque fosse interessato a questo pensiero, di approfondire cominciando dagli autori citati per poi passare anche ad altri, dal momento che sono innumerevoli. Sono sicuro che li troverà interessantissimi; voglio invece porre brevemente l'attenzione sulla Fisica quantistica, la più moderna e controversa tra le scienze, dove si è scoperto (anche qui invito il lettore ad approfondire) che quello che noi pensiamo ha una diretta influenza sulla realtà materiale e che vi è una connessione, indipendentemente dalle distanze, tra tutti gli esseri viventi.

   Queste conoscenze ci sono state negate per secoli ad opera di chi ci ha governato (in ogni parte del mondo), parlo dalle religioni e dei gruppi di potere come la massoneria, il gruppo Bilderberg e tanti altri. Conoscendo le potenzialità che avevamo ci hanno costretto a vivere nell'ignoranza e nella paura con il solo scopo di non permetterci di sviluppare il nostro vero potenziale. Hanno fatto del mondo in cui viviamo un regno di dolore e scarsità al solo scopo di tenersi per loro tutto il potere e le ricchezze; al solo scopo di controllarci e di non farci esprimere per quello che veramente valiamo. Nei secoli questi individui hanno controllato l'istruzione, i mezzi di informazione e le religioni organizzate per farci vivere nell'ignoranza e nella paura e per farci  vedere Dio come una cosa separata da noi e qualcosa di cui aver timore.  Hanno poi controllato l'economia e la finanza al fine di farci vivere un perenne stato di scarsità e di arricchirsi sulle nostre spalle. Hanno controllato la politica con lo scopo iniziale di illuderci di essere una parte attiva nella gestione della cosa comune per poi portarci a pensare che qualunque sforzo facciamo sarà solo un buco nell'acqua e che niente potrà veramente cambiare. Hanno controllato la sanità, anche qui, per indurci a credere di essere soltanto vittime delle circostanze e di non avere poteri in un mondo dominato soltanto dal caso.
  Questi individui sono a capo dei grandi gruppi bancari internazionali, controllano il petrolio e tutte le fonti di energia; sono proprietari delle grandi imprese farmaceutiche; gestiscono l'agricoltura e i grandi gruppi editoriali in ogni parte del mondo.
  Oltre ad impedirci di conoscere il nostro vero potenziale hanno anche impedito la diffusione di qualunque scoperta scientifica che potesse facilitarci la vita come ad esempio fonti di energia alternativa a costo bassissimo o addirittura zero perché queste avrebbero diminuito i loro profitti con la vendita del petrolio e di altre energie. Hanno negato la validità di cure contro il cancro o altre gravi malattie per il solo motivo che queste avevano un effetto troppo immediato e non richiedevano grandi cure, diminuendo così, anch'esse, il loro profitto.
   Per qualche ragione tutti gli autori di scoperte che, come si diceva allora, avrebbero cambiato il destino dell'umanità sono stati ridicolizzati; sono finiti nel dimenticatoio; sono scomparsi o sono stati addirittura assassinati.
   Stranamente veniamo informati pochissimo di tutte le nuove scoperte scientifiche: la fisica quantistica o la teoria della relatività ad esempio ci vengono presentate come qualcosa di incomprensibile e di scarsissima utilità nella vita di tutti i giorni quando invece potrebbero rivoluzionare il nostro modo di pensare e di concepire il mondo in cui viviamo. Spendono miliardi dei nostri soldi per la ricerca scientifica e a noi ci lasciano nella completa ignoranza riguardo all'utilità che questa potrebbe portare. Quanti di noi ad esempio hanno una pallida idea dello scopo del CERN di Ginevra?
  Questi individui gestiscono la finanza globale e hanno pilotato il flusso di ricchezze a disposizione della popolazione creando così anche l'attuale crisi economica allo scopo di arricchirsi sulle spalle dei poveri cittadini e di farli vivere nell'odio e nella paura.

   La verità è che l'unica legge naturale dovrebbe essere quella del benessere e della prosperità, l'umanità ha tutte le carte in regola per uscire dal dolore e dalla miseria e seguire la sua vera natura che è quella di prosperare. Siamo stati creati ad immagine di Dio per essere i creatori, per creare la nostra realtà. Fino ad oggi ci hanno costretti ad utilizzare le nostre facoltà al solo scopo di creare odio, paura, scarsità e sofferenza, ma la conoscenza si sta diffondendo e, d'ora in poi, sempre più gente avrà consapevolezza di tutto questo e le cose cambieranno.
   Tutto sta lentamente venendo alla luce e nei prossimi tempi sperimenteremo dei cambiamenti che al momento attuale non riusciamo neppure ad immaginare. Verremo restituiti al nostro splendore e conosceremo la nostra condizione naturale che è quella della gioia e dell'amore. Manca davvero poco e tutte le nostre vite verranno sconvolte in meglio.
   L'importante è non farsi prendere dall'odio e dalla paura quando cominceremo a venire a conoscenza di quello che ci hanno, da sempre, tenuto nascosto perché così faremo, come sempre il loro gioco; dobbiamo invece reagire con fiducia e, quando possibile con amore in modo da prepararci a vivere in un mondo che rispecchi, nel miglior modo possibile, questi due stati d'animo. Più avremo conoscenza di quelle che sono le nostre potenzialità e più ci sarà facile accettare i cambiamenti che stanno per arrivare, per questo invito chiunque ad approfondire questi argomenti e a diffondere, il più possibile, questo messaggio.
  Ricordate:
Siamo un piccolo frammento di quell'unica coscienza che ha creato tutto ciò che ci circonda. 

Per approfondire invito a guardare questi video su you tube:
http://www.youtube.com/watch?v=V0_p1g8cBQQ
http://www.youtube.com/watch?v=bkn9it38LpI

Libri, tre su tutti, anche se ce ne sono a centinaia di validi:
Lo specchio del pensiero di Nicola Zegrini in forma di romanzo per dare una prima infarinatura in modo semplice e chiaro di questi argomenti. www.lo-specchio-del-pensiero.it

Il risveglio del leone di David Icke pieno di esempi per rendersi conto della veridicità del tema, delle potenzialità della coscienza umana e del tema della cospirazione globale.

The source field investigations di David Wilcock, purtroppo solo in inglese, molto approfondito per renderci anche conto di cosa ci riserva il futuro.

Ma il Regno (dei cieli) è dentro di voi ed è ciò che sta di fronte a voi
Quando conoscerete voi stessi, allora vi si riconoscerà,
e comprenderete di essere i figli del Padre Viventi
Ma se non conoscerete voi stessi, vivrete in povertà e
sarete la povertà stessa".
Dal Vangelo secondo Tommaso

 

 

 

 

 

 

La vera storia di "Lo specchio del pensiero"

Tutto è iniziato in una domenica mattina del febbraio di quasi tre anni fa. Da alcuni mesi ero venuto a conoscenza della legge di attrazione e delle potenzialità della mente umana, avevo infatti letto The secret e molti altri libri sul genere e per me era divenuta una vera passione. Quella mattina stavo seduto sul divano di casa mia intento a leggere lo splendido libretto La scienza del diventare ricchi di Wallace D. Wattles e, sopraffatto dai pensieri, avevo interrotto la lettura per alcuni minuti allo scopo di riflettere sul concetto illustrato nel testo, cioè il fatto che chiunque può diventare ricco e realizzare i propri desideri a patto che ciò che si desidera non collimi ma incontri invece l’interesse di una pluralità di persone.
   Mi chiedevo quindi: cosa potrei fare io per aiutare me stesso e, nello stesso tempo chi mi sta intorno? La risposta mi arrivò automatica: scrivere un libro, un libro in forma di romanzo che descriva tutti quegli incredibili concetti che erano entrati, come una rivelazione, nella mia vita alcuni mesi prima al punto da sconvolgerla completamente.
   L’idea era semplice e apparentemente per nulla innovativa ma, riflettendoci meglio, poteva essere davvero valida. Questo perché il lettore di romanzi non sempre è lo stesso che legge anche saggi, è sicuramente più eterogeneo e meno selettivo. Con un romanzo, quindi, potevo raggiungere una maggiore quantità di lettori e diffondere questi concetti ad un pubblico che mai si sarebbe sognato di leggere quei saggi che in libreria vengono, di solito, catalogati nel settore esoterico o New age o, ancora peggio, tra i libri scientifici, inaccessibili ai più. Il romanzo inoltre dà la possibilità al lettore di immedesimarsi nel protagonista, dandogli così l’impressione di stare vivendo le stesse emozioni e le stesse sensazioni. La spiegazione di un concetto poi è più immediata, perché si sperimenta nel concreto, non in astratto come nei saggi, non c’è quindi bisogni di fare esempi, perché la narrazione stessa è un perfetto esempio di quello che si vuole spiegare.
   Và premesso che sin dalla più tenera età il mio sogno era stato quello di fare lo scrittore e sempre, quando leggevo un libro, pensavo che se lo avessi scritto io lo avrei fatto in modo diverso, avrei cioè cercato di insegnare qualcosa al lettore; un libro per me non doveva essere soltanto un passatempo ma lasciare qualcosa a chi tanto del suo tempo aveva speso nella lettura.
   Riflettendo su questa idea concentrai la mia mente sul significato che questo lavoro avrebbe potuto avere. Doveva parlare delle potenzialità della mente umana e dell’influenza che il pensiero riesce ad avere nella vita di tutti i giorni e il titolo doveva riflettere questi concetti; ma più mi sforzavo e meno riuscivo a venirne a capo.
   Dopo alcuni minuti, mentre ero intento a riflettere, sentì delle voci che provenivano dalla strada: non ci crederete, ma la voce di un ragazzo, rivolgendosi probabilmente ad un suo amico, aveva pronunciato queste precise parole: “hai rispecchiato i miei pensieri, sei stato lo specchio del mio pensiero.”
   Certo, era perfetto, pensai, quello sarebbe stato il titolo del mio libro Lo specchio del pensiero, e così fu. Per rendere ancora più interessante la storia va detto che abito in una zona residenziale dove raramente si sente volare una mosca e delle voci di ragazzi una domenica mattina sono una cosa più unica che rara.
   Questa fu solo una delle coincidenze o sincronicità che mi portarono all’idea e, in seguito, alla stesura del mio libro.
Un altra, tanto per fare alcuni esempi, si è verificata poco tempo dopo quando cercavo qualche riferimento storico che rendesse interessante la trama, cercavo in particolare qualche personaggio che in passato avesse profetizzato un periodo di svolta, come per i Maya  è il 2012. Una sera avevo espresso, nei miei pensieri la necessità di trovare un riferimento di questo genere e, la mattina successiva, all'interno di una grande libreria di Roma, mentre cercavo un libro da regalare a mia madre per il suo compleanno, la curiosità cadde su un romanzo storico di cui ora non ricordo il nome, ne aprii una pagina a caso, la lessi e mi accorsi che in quella pagina si parlava del libro di Enoch: un profeta biblico di cui avevo molto sentito parlare. Lasciato distrattamente quel libro al suo posto mi diressi verso un altro settore della libreria. Lì, mentre ero intento a curiosare tra le pagine di alcuni testi che avrebbero potuto interessarmi, mi accorsi di avere assunto una strana posizione: ero appoggiato con il dito indice sull'unica copia di un libro che si trovava, in posizione verticale, all'altezza del mio bacino. Per curiosità controllai di quale libro si trattasse e, con grande stupore, mi accorsi che si trattava proprio del libro di Enoch, lo stesso di cui mi era capitato di leggere pochi minuti prima. Diedi in seguito uno sguardo alla descrizione di quel libro e, senza pensarci su troppo lo comprai. Quello stesso pomeriggio a casa fui felice di costatare che quel libro conteneva il perfetto riferimento a un periodo di svolta che stavo cercando e mi è stato utilissimo in tutta la parte iniziale del mio romanzo.
  Altro esempio del potere delle coincidenze: una mattina stavo riflettendo sulla stesura che avrebbe avuto il mio libro e le idee che avevo mi soddisfacevano pienamente; certo, pensai, ci vorrebbe qualcosa di eclatante, qualcosa che susciti l'attenzione del grande pubblico come è stato per il Cenacolo di Leonardo nel famoso romanzo di Dan Brown Il Codice Da Vinci. Passai molto tempo a riflettere su cosa potesse essere: un riferimento ad una grande opera artistica sarebbe l'ideale, mi dicevo. Quella stessa sera, mentre guardavo la televisione mi capitò di imbattermi in un documentario che parlava degli affreschi sulla Cappella Sistina effettuati da Michelangelo Buonarroti. Mentre il conduttore illustrava il celeberrimo dipinto della Creazione di Adamo fece riferimento alla somiglianza tra la posizione del Dio creatore,  con il telo che aveva alle spalle, e l'emisfero destro del cervello umano: era davvero uguale. Quella fu per me un'illuminazione. Trovai in seguito un libro che parlava dell'argomento e scoprii che Michelangelo era appassionato di Cabala e aveva studiato con grande interessa Ermete Trimegisto: autore a cui avevo intenzione di riferirmi nel libro, il quale da alcuni studiosi era identificato con lo stesso Enoch.
   La cosa che però più mi ha colpito mentre ero intento nella stesura del romanzo è stato il costatare come alcune piccole storie o aneddoti che avevano trovato posto nella mia mente durante tutto l'arco della mia esistenza abbiano trovato una collocazione perfetta all'interno della narrazione. E' stato come se tutta la mia vita fino ad allora fosse stata finalizzata all'apprendimento di concetti che sarebbero poi stati (a mia insaputa) fondamentali per la narrazione.
  Dai tempi del liceo, ad esempio rammentavo alcuni concetti del pensiero di Michelangelo Buonarroti riguardo al modo in cui lui concepiva l'arte e questi punti, apparentemente insignificanti, ritornavano spesso a risvegliare la mia mente cosciente senza che, al momento, potessi comprenderne il significato. Quello che mi ha lasciato senza parole quando apprendevo le prime nozioni di fisica quantistica è stato lo scoprire quanto questi concetti o aneddoti di storia dell'arte impressi nella mia memoria ben si sposassero con questa materia, a prima vista del tutto estranea.

Di coincidenze del genere me ne sono capitate moltissime, non ho intenzione di narrarle tutte in questa sede per non rendere troppo lungo questo, già lungo, articolo; la cosa che mi preme sottolineare è che, in alcuni casi  mi bastava esprimere quello di cui avevo bisogno per completare la trama del libro perché  quella mi cadesse dal cielo in un tempo brevissimo e in maniera del tutto inaspettata. Grazie a tutte queste "scoperte" poi la trama ha assunto dei risvolti del tutto nuovi che mai mi sarei aspettato quando stendevo le prime linee guida e, grazie a queste scoperte la storia è molto più avvincente e i vari argomenti nei quali mi sono imbattuto hanno finito per incastrarsi in maniera sorprendente al punto che certe volte penso di non essere io l'autore di questo libro ma che esso mi sia stato donato e per questo non posso che dire Grazie.
 
  Argomenti come quello della Matrix Divina o della Legge di attrazione ci appaiono nuovi ma avevano essi un fondamento nel sapere degli antichi? Questa la domanda fondamentale che mi ero posto e la risposta che ne è venuta fuori è che vi era un'antichissima tradizione di sapere iniziata forse con Ermete Trimegisto (Enoch) ma poi passata per moltissimi illustri personaggi. Per citarne alcuni possiamo parlare di Platone; di Gesù; di San Paolo; di Marco Aurelio; degli alchimisti; di tutti i grandi artisti che frequentavano la corte dei Medici nella Firenze del Rinascimento; di Giordano Bruno; di Isaac Newton e di tantissimi altri fino ad arrivare ai giorni nostri, epoca in cui, grazie alla fisica quantistica, ci si sta rendendo conto di come fossero corretti gli insegnamenti di questi grandi del passato.
   Il mio romanzo: lo specchio del pensiero parla di tutto questo visto attraverso gli occhi del protagonista: Fabio Ferrari il quale si trova di fronte ad antichissimi scritti di dubbia provenienza, forse di Ermete Trimegisto, il dio Thot degli egizi e, attraverso varie vicissitudini, riesce a scoprire come questi insegnamenti si siano tramandati per millenni ad opera di importantissimi personaggi storici di ogni epoca. Il suo quindi è un viaggio di scoperta e di conoscenza ma è anche il viaggio di un uomo alla ricerca di sé stesso; di un uomo che dalla vita ha avuto tutto ma si scopre comunque insoddisfatto, come se mancasse qualcosa e quel qualcosa forse lo avrebbe trovato in quegli insegnamenti.
  Il tutto è condito con una trama piena di momenti di tensione e di colpi di scena utili allo scopo di rendere il romanzo adatto a un pubblico il più eterogeneo possibile.
(Da un articolo scritto dall’autore per www.legge-di-attrazione.net)